Manc’aria

•Giugno 1, 2007 • Lascia un Commento

Carissime e carissime,

 

vi scrivo questa per dirvi che mi mancate come se foste morte, foglie, come se foste mancate appunto. Dove siete decedute? Siete state recidive o avete pensato di defalcarvi a grado di vive tanto tanto ma in fondo è meglio la fossa dove si sta più bene nel profondo? Mi venite a mancare ogni tanto, un po’ siete defunte e a volte ritornate, siete creature che si reincarnano? Il giorno delle morti viventi è quando loro smettono di mettere radici dappertutto, come ad esempio le fioraie che cercano di piantare grane ovunque pur di far sapere di sé. Ed io, io vi manco sempre, io questo lo so. Vi manco sempre quando provo a prendervi di mira con la mia pistola Magnum, dovrei andare dall’oculista, sono presbite e forse ho anche strane preferenze sessuali. Ecco, io vi manco e le pallottole non so mai dove finiscono e non so mai come colpirvi davvero. Con un atto di coraggio? Con una trasgressione? Con lo striscione dietro ad un aeroplanino con su scritto “Soffoco!” ? Perché mi manca l’aria ed ho paura che quando voi non ci siete io possa diventare anche ippocondriaco e sentirmi colto dalla paura di essere travolto da mille ippopotami nella mia piccola stanza. E fuori? Come si sta fuori? Da ippocondriaco, potrei forse anche divenire ippocastano? Anche se preferisco in fondo il biondo, forse ippobiondo, ma anche ippomoro. Ma tutto questo per dirvi cosa, che mi mancate e che io manco voi? E che manco ai cani, per Diana, manco ai cani qua fuori, abbaiano, mi vogliono e vogliono il loro cibo. Spero che capiate adesso. Il succo della questione oltre ad essere una sana spremuta di meningi è che mi sento ogni tanto mancare. Ogni tanto svengo e non so mai dove cadrò esattamente.

 

Sinceramente vostro, anche se ritengo di appartenere soprattutto a me stesso.

Enjoy

•Maggio 28, 2007 • Lascia un Commento

Silenzio stampa: è quando non vuoi dire nulla di te al mondo, ma tutti capiscono lo stesso. Ce l’hai a caratteri cubitali sulla fronte e un cuore disegnato sulla schiena con un pugnale vero che ti fa sputare sangue. E allora dove hai la bocca?
Il silenzio non è cosa buona se davanti a te hai un pubblico. Non sei Celentano, a meno che tu non lo sia.
No comment: adatto a siti come questo o a persone cerebrolese che non conoscono il suo significato in inglese.

- Tesoro?
Chi trova un tesoro resta in silenzio. Se poi quel tesoro è in fondo al mare rischia anche di annegare.
- Tesoro? Tesoro? E adesso mi fai parlare? Sono tre ore che tieni infilata la tua lingua nella mia bocca.
Silenzio è anche amare con la lingua che si muove comunque.
- Amore? Non c’è più dialogo tra di noi.
- Sì, però facciamo meglio l’amore.
- Amore? Non parliamo più come un tempo, perché?
- Zitta e ascolta la mia lingua. Poi domani ci lasceremo ma ci saremo assaggiati almeno un pochino più del solito. I nostri sapori resteranno a lungo dentro noi.

Un piccolo tirarsi su, dopo un grande buttarsi via

•Maggio 24, 2007 • Lascia un Commento

Voglio andare via da ogni luogo, la fuga definitiva, cacciato definitivamente dal paradiso, completamente indiavolato, con le pallottole spuntate come se fossi cacciato da cacciatori scalzi, io piccolo fauno danzante, voglio andare via da ogni dove, e qual è il punto di arrivo se si vuol andare via da qualunque luogo? Via di qui, ho detto via di qui, uscire dall’entrata di sicurezza, entrare dall’uscita d’insicurezza, tracciare le orme e inseguirle, ma qui stiamo sbagliando ogni cosa, non devo io essere preda ma essere io il cacciatore, quindi perché fuggire via? Perché farsi cacciare? Sarò io colui che farà agonizzare la preda, metterò le mie radici ovunque, trappole e vecchi merletti appesi agli alberi, e nei vecchi merletti resteranno intrappolate le piccole fate dei boschi, e nelle radici sorgeranno altre radici, un piano di caccia radicale, terra terra, praticamente una sparatoria a tutto spiano, terra bruciata, piazza pulita e neanche se fossi Attila, spargerò zucchero al mio passaggio per far crescere dolcezza, dominerò ogni mio singolo sbalzo d’orrore, non avrò nessuna paura a mettere alla frusta i miei umori e non sarà concesso nessun errore, e sarà sì bello poi un giorno salire in montagna vestito da re con una sdraio in spalla e godersi un attimo di pace e il glorioso silenzio. E con il fiato magico verranno dietro di me altre creature incantate, altre scatenate e ad ogni mia parola cantata rimarranno pochi giorni contati e ore scardinate che non batteranno mai sui marciapiedi a mezzogiorno.

Inizio

•Maggio 23, 2007 • Lascia un Commento

Mi ritrovai per una selva oscura, dove il blog era finito e insicuro, e cosa c’era dietro l’ombra tra l’oscuro è il chiarore? Mi ritrovai qua tra infiniti pellegrinaggi, a gironzolare tra miti e eremiti, a scodinzolare come impaurito, a fare fusa come sgattaiolare, a scappare, a sgattaiolare via di lì, da quel luogo impervio, fatto si sostanze estranee, praticamente fuggito da strafatti, mi ritrovai qui tra figli dei fiori e figli del Valium minore a cercare cosa, forse chi, ma certo qualcuno, magari un perché.

La voce sua dolce e calda m’invase dentro. Giovane, bella, delicata, una voglia di toccare, entrare dentro. Una voce, una voce, io adoro le voci belle.

Hello world!

•Maggio 23, 2007 • 1 Commento

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