Il peso di una scelta, rinuncia dopo rinuncia, si ripresenta in eventi sempre più grandi e in apparenza insostenibili. Ma ogni cosa ha un suo perché, ed ogni perché il suo tempo per essere compreso.
E’ sotto silenzi inoperosi come questi, che talvolta arde la fiamma della possibilità di un nuovo cambiamento. Di fianco alla paura che stempera l’entusiasmo per un viaggio appena immaginato. A fermare ogni partenza a volte vi è solo la nostalgia preventiva di ciò che ancora non si è lasciato. Altre volte un’ancora di salvezza che incatena alla terra ferma e non lascia scampo all’esperienza del mare. E allora la vita resta ferma alla solita banchina, sicura e inerte, a lasciarsi coccolare dal moto rassicurante delle onde sulla riva. Lontana dalle tempeste, fra le braccia accoglienti di una madre-terra, che accoglie e incatena, al tempo stesso.
E’ solo il cuore a librarsi talvolta in voli pindarici che hanno perduto memoria di un’autentica libertà. E allora ha paura di restare e paura di andar via.

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