Manc’aria
Carissime e carissime,
vi scrivo questa per dirvi che mi mancate come se foste morte, foglie, come se foste mancate appunto. Dove siete decedute? Siete state recidive o avete pensato di defalcarvi a grado di vive tanto tanto ma in fondo è meglio la fossa dove si sta più bene nel profondo? Mi venite a mancare ogni tanto, un po’ siete defunte e a volte ritornate, siete creature che si reincarnano? Il giorno delle morti viventi è quando loro smettono di mettere radici dappertutto, come ad esempio le fioraie che cercano di piantare grane ovunque pur di far sapere di sé. Ed io, io vi manco sempre, io questo lo so. Vi manco sempre quando provo a prendervi di mira con la mia pistola Magnum, dovrei andare dall’oculista, sono presbite e forse ho anche strane preferenze sessuali. Ecco, io vi manco e le pallottole non so mai dove finiscono e non so mai come colpirvi davvero. Con un atto di coraggio? Con una trasgressione? Con lo striscione dietro ad un aeroplanino con su scritto “Soffoco!” ? Perché mi manca l’aria ed ho paura che quando voi non ci siete io possa diventare anche ippocondriaco e sentirmi colto dalla paura di essere travolto da mille ippopotami nella mia piccola stanza. E fuori? Come si sta fuori? Da ippocondriaco, potrei forse anche divenire ippocastano? Anche se preferisco in fondo il biondo, forse ippobiondo, ma anche ippomoro. Ma tutto questo per dirvi cosa, che mi mancate e che io manco voi? E che manco ai cani, per Diana, manco ai cani qua fuori, abbaiano, mi vogliono e vogliono il loro cibo. Spero che capiate adesso. Il succo della questione oltre ad essere una sana spremuta di meningi è che mi sento ogni tanto mancare. Ogni tanto svengo e non so mai dove cadrò esattamente.
Sinceramente vostro, anche se ritengo di appartenere soprattutto a me stesso.




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